Relazione di fine Mandato 2020-2025
Sommario Esecutivo: Un Quinquennio di Rifondazione, le Basi per il Futuro
Concludiamo questo quinquennio di mandato (2020-2025) presentando alla Comunità e agli utenti i risultati di un percorso di intensa rifondazione, che ha trasformato il Dominio Collettivo Ex Feudo Marotta di Cerasuolo in un modello di gestione attiva e resiliente. Questa relazione non è solo il resoconto di un ciclo amministrativo che si chiude, ma rappresenta la solida piattaforma su cui si innesta la programmazione futura, capitalizzando i successi ottenuti e le sfide superate.
Il nostro operato ha dimostrato che è possibile raggiungere traguardi straordinari anche in contesti complessi, segnati da attacchi sistematici e pretestuosi che abbiamo sempre respinto con la forza della trasparenza e dei fatti. La sfida più critica, la mancanza di liquidità legata ai tempi di erogazione dei fondi pubblici, è stata risolta brillantemente attraverso una gestione strategica basata sulla fiducia: abbiamo negoziato e onorato pagamenti con bonifici differiti, garantendo la piena continuità operativa e la realizzazione di ogni progetto.
I Pilastri del Mandato Appena Concluso:
- Consolidamento Patrimoniale Definitivo: Abbiamo portato a termine la ricostruzione storica del patrimonio e le volture catastali, un atto storico che ha intestato formalmente e in modo inoppugnabile la proprietà al Dominio Collettivo, garantendone la tutela perpetua.
- Sostenibilità Economica e Gestione Attiva: Abbiamo avviato la gestione forestale programmata, generando le prime entrate autonome dalla vendita di un lotto boschivo per € 20.000 (+IVA). Un passo cruciale verso la piena autonomia finanziaria.
- Rilevanza Nazionale e Networking: Abbiamo posto Cerasuolo al centro del dibattito nazionale sui beni collettivi, culminato nel convegno dell’agosto 2023 con la prestigiosa partecipazione del Dott. Giuseppe Antoci. Siamo inoltre un membro attivo e propositivo del Gruppo di Azione Locale (GAL) Rurale, dove contribuiamo a definire le strategie di sviluppo del territorio.
- Ottenimento di un finanziamento dal MIPAAF (Ministero dell’agricoltura) di €106.088,31 per la PRIMA VOLTA in assoluto.
- Riconoscimento da tutti gli enti dello status del Dominio Collettivo di Cerasuolo, con ottime relazioni con ognuno di loro.
- Socio nella Consulta Nazionale della Proprietà Collettivo in rappresentanza della Regione Molise.
- Sede funzionante e operativa al servizio della comunità.
Questo quinquennio ha dotato il nostro Dominio di una struttura giuridica ed economica solida, ha rafforzato la coesione della comunità e ha tracciato una visione chiara. I risultati raggiunti non sono un punto d’arrivo, ma il trampolino di lancio per un’azione futura ancora più incisiva, volta a consolidare il turismo sostenibile, valorizzare i servizi ecosistemici e attrarre nuova imprenditorialità.
Capitolo 1: La Fondazione di un Nuovo Inizio (2020-2025)
Il quinquennio che si conclude ha segnato per il Dominio Collettivo di Cerasuolo molto più di un ciclo amministrativo: ha rappresentato la sua vera e propria rifondazione. Quando abbiamo iniziato il nostro mandato, nel novembre 2020, ci siamo assunti la responsabilità di dare corpo e anima alla Legge 168/2017, trasformando un’entità giuridica in un soggetto vivo, pulsante e protagonista del proprio futuro.
La nostra missione è stata fin da subito chiara: non limitarci a una mera conservazione del nostro patrimonio di 700 ettari di boschi e pascoli, ma renderlo un asset strategico per lo sviluppo sostenibile di Cerasuolo. In un contesto segnato dalle sfide dello spopolamento tipico delle aree interne, abbiamo interpretato il nostro ruolo come un mandato a costruire, innovare e, soprattutto, unire.
Questo percorso è stato tracciato con determinazione, nonostante le difficoltà incontrate. Abbiamo dovuto fronteggiare non solo la complessità burocratica e le sfide gestionali, ma anche resistere a sistematici e vili attacchi pretestuosi, volti a minare la nostra credibilità e a frenare la nostra azione. Ad ogni ostacolo, la nostra risposta è stata un’accelerazione: più progetti, più trasparenza, più coinvolgimento. Ogni tentativo di dividerci ci ha resi, di fatto, più coesi e consapevoli della posta in gioco.
Questo primo capitolo del nuovo corso del Dominio Collettivo si chiude quindi con un bilancio di cui andiamo fieri: abbiamo gettato fondamenta solide, abbiamo dimostrato che un’altra gestione è possibile e abbiamo tracciato una rotta chiara. Il lavoro di questi cinque anni è la base da cui ripartire per costruire il prossimo futuro della nostra comunità.
Capitolo 2: Il Superamento delle Sfide: Resilienza e Gestione Strategica
Ogni mandato amministrativo viene misurato non solo dagli obiettivi raggiunti, ma anche dalle difficoltà che ha saputo superare. Il nostro quinquennio è stato definito da sfide complesse, che abbiamo affrontato con un approccio che oggi definiamo di resilienza strategica.
La sfida più critica, che ha messo a dura prova la nostra capacità di programmazione, è stata la cronica mancanza di liquidità, un problema strutturale legato ai tempi di erogazione del finanziamento MIPAAF di € 106.083,31. Questa situazione avrebbe potuto paralizzare la nostra operatività, rimandando progetti cruciali e minando la fiducia dei nostri partner. Invece, l’abbiamo trasformata nella nostra più grande dimostrazione di credibilità e abilità gestionale.
La soluzione è stata tanto semplice nel concetto quanto complessa nell’attuazione: abbiamo brillantemente superato l’ostacolo instaurando un dialogo trasparente e costruttivo con tutti i nostri fornitori, consulenti e professionisti. Sulla base della solidità del nostro progetto e della fiducia personale, abbiamo negoziato e onorato pagamenti con bonifici differiti, sincronizzati con i flussi di cassa attesi. Questa strategia ci ha permesso di non fermare mai il nostro operato per la comunità, di non rimandare un singolo evento e di completare tutte le attività programmate nei tempi previsti. Abbiamo trasformato un vincolo finanziario in un patto di fiducia che ha rafforzato la nostra reputazione.
Parallelamente, abbiamo dovuto gestire un fronte non meno impegnativo: quello della difesa del nostro operato e del nostro patrimonio. Come già accennato, non sono mancati tentativi di delegittimazione attraverso azioni pretestuose. Abbiamo affrontato ogni singola questione nelle sedi competenti, con il supporto dei nostri consulenti legali, smontando ogni accusa e riaffermando la correttezza e la trasparenza della nostra amministrazione. Ogni attacco respinto è diventato un mattone in più nel muro della nostra credibilità e ha rafforzato il mandato che la Comunità ci aveva affidato.
Questo capitolo della nostra storia dimostra che le sfide, anche le più dure, possono diventare il terreno su cui si misura il valore di un’amministrazione.
Capitolo 3: I Pilastri dell’Azione: Risultati Concreti del Quinquennio
Il nostro lavoro si è fondato su azioni concrete e misurabili, articolate su quattro assi strategici che hanno trasformato la visione in realtà tangibile.
Asse 1: Consolidamento Giuridico e Patrimoniale Definitivo
Il risultato più importante e duraturo del nostro mandato è stata la messa in sicurezza definitiva del patrimonio. Abbiamo portato a termine la ricostruzione storica dei terreni eseguita da un perito demaniale e completato l’intero iter delle volture catastali, un’operazione complessa ma fondamentale. Oggi, ogni singola particella dei nostri 700 ettari è formalmente e inoppugnabilmente intestata al “Dominio Collettivo Ex Feudo Marotta di Cerasuolo”. Questo non è un mero atto burocratico, ma la pietra angolare che tutela la nostra terra da qualsiasi tentativo di usurpazione e ne garantisce la perpetua appartenenza alla collettività. Abbiamo inoltre affermato con forza questo diritto, bloccando con successo il passaggio non autorizzato di una condotta idrica sul nostro territorio.
Asse 2: Sostenibilità Economica e Gestione Attiva
Abbiamo trasformato il Dominio in un soggetto economicamente attivo. La redazione e l’approvazione del Piano di Assestamento Forestale ci ha permesso di avviare una gestione sostenibile del bosco. Questo ha portato a due risultati cruciali: la regolamentazione del legnatico a favore degli utenti e la vendita, tramite un’asta pubblica trasparente, del primo lotto boschivo, che ha generato un’entrata di € 20.000 (+IVA). Questa operazione ha segnato il primo, fondamentale passo verso l’autonomia finanziaria dell’Ente, dimostrando che il patrimonio può e deve generare ricchezza per la comunità.
Asse 3: Una Comunità Unita e Partecipe
Abbiamo lavorato instancabilmente per ricostruire il senso di appartenenza. Con quasi 100 incontri tra Consigli di Amministrazione e Assemblee pubbliche, abbiamo garantito un processo decisionale trasparente e condiviso. Abbiamo aperto una sede funzionale nel cuore del paese, che è diventata un punto di riferimento. Abbiamo lanciato il sito web, i canali social e installato un hotspot Wi-Fi gratuito per connettere la comunità. Abbiamo organizzato eventi che hanno segnato la vita sociale del paese: la Festa per i 180 anni del lascito, le passeggiate ecologiche, la mostra fotografica “Cerasuolani di una volta”, e la pubblicazione del primo libro sulla nostra storia.
Asse 4: Proiezione Esterna e Networking Strategico
Abbiamo fatto uscire Cerasuolo dall’isolamento, posizionandola come un interlocutore autorevole nel panorama regionale e nazionale. La nostra partecipazione attiva e propositiva al Gruppo di Azione Locale (GAL) Rurale ci vede oggi contribuire a definire le strategie di sviluppo del territorio. L’evento che ha consacrato il nostro ruolo è stato il convegno dell’agosto 2023, “Proprietà Collettiva: Opportunità e Sviluppo”. Aver portato nella nostra piazza il Dott. Giuseppe Antoci, simbolo nazionale della lotta alla “mafia dei pascoli”, insieme a vertici istituzionali e accademici, ha acceso un faro di attenzione nazionale sul “modello Cerasuolo”, legittimando il nostro lavoro ai massimi livelli. Inoltre, il Dominio rappresenta la Regione Molise nella Consulta Nazionale delle Proprietà Collettive.
Capitolo 4: La Rotta per il Futuro: Visione e Continuità
Il lavoro svolto in questi cinque anni non rappresenta un traguardo, ma il punto di partenza. Abbiamo dotato il Dominio Collettivo di fondamenta solide, di una credibilità riconosciuta e di una rinnovata coesione comunitaria. Ora, su queste basi, si innesta una visione di sviluppo a lungo termine che guiderà l’azione futura.
Le direttrici strategiche che abbiamo tracciato e che intendiamo perseguire sono chiare:
- Sviluppo del Turismo Sostenibile e Lento: Il nostro patrimonio naturalistico è la nostra risorsa più preziosa. L’impegno futuro sarà volto a strutturare un’offerta turistica integrata. Abbiamo già completato la mappatura e la creazione di un virtual tour per i nostri sentieri; il prossimo passo è completare la segnaletica fisica, creare pacchetti esperienziali (trekking, percorsi storici, benessere nella natura) e promuoverli attivamente, in sinergia con gli operatori locali e attraverso le reti del GAL.
- Valorizzazione dei Servizi Ecosistemici: In un mondo sempre più attento alla sostenibilità, i nostri boschi non sono solo legname, ma generatori di aria pulita, custodi di biodiversità e assorbitori di CO₂. Intendiamo avviare uno studio di fattibilità per la certificazione e la vendita dei crediti di carbonio. Questa iniziativa può aprire una nuova, importante fonte di reddito green, premiando il nostro ruolo di custodi del territorio e allineandoci con le più avanzate politiche ambientali.
- Attrazione di Nuova Imprenditorialità: Combattere lo spopolamento significa creare opportunità. Il nostro obiettivo è incentivare la nascita di piccole attività imprenditoriali legate alla filiera del nostro patrimonio: micro-aziende agricole, attività di trasformazione dei prodotti del bosco, artigianato locale e servizi turistici. Intendiamo studiare forme di supporto, come la concessione di terreni a canoni agevolati o la creazione di un piccolo fondo di avviamento.
- Recupero e Rigenerazione: Guardiamo anche al patrimonio edilizio del nostro borgo. Vogliamo avviare una mappatura delle abitazioni abbandonate per sviluppare, in sinergia con i proprietari e le istituzioni, un progetto di recupero finalizzato all’ospitalità diffusa o a nuove residenzialità.
Questo mandato si chiude con la consapevolezza di aver trasformato il potenziale inespresso del nostro Dominio in un progetto concreto e proiettato al futuro. La nostra è una comunità piccola, ma il nostro lavoro ha dimostrato che può essere un grande esempio di cittadinanza attiva e sviluppo sostenibile. Il cammino intrapreso continua, con la stessa determinazione e la stessa visione che ci hanno guidato in questi cinque anni.
Capitolo 5: conclusioni di un percorso costruttivo e ricco di emozioni
Il lavoro svolto in questi cinque anni non è un punto d’arrivo, ma la solida base di una costruzione più grande. Chiudiamo questo mandato con la serena consapevolezza di chi ha servito la propria comunità, consegnando un Dominio Collettivo trasformato: autorevole nel suo ruolo, forte nella sua struttura, unito nella sua visione.
Certo, il nostro cammino ha incrociato sentieri impervi. Abbiamo incontrato chi, anziché guardare alle vette, ha preferito concentrarsi sui sassi lungo la via, tentando di trasformarli in ostacoli insormontabili. Chi ha confuso il dibattito pubblico con il frastuono di carte pretestuose, sperando forse di rallentare una marcia che, per sua natura, non poteva essere fermata. A questo rumore di fondo, abbiamo risposto con il silenzio operoso di chi lavora per un fine più alto. Perché, in fondo, la politica è come la montagna: c’è chi si affanna a smuovere piccole pietre, e chi, con passo costante, continua a salire. E alla fine, le montagne restano, immutate. Così come resta, inciso nella Legge 168, il destino collettivo della nostra terra.
E i risultati di questa ascesa sono oggi un patrimonio visibile a tutti. Abbiamo dimostrato che la buona amministrazione non è un’utopia, ma una pratica quotidiana fatta di trasparenza, competenza e, soprattutto, di un amore profondo per il proprio territorio.
Per questo, il nostro impegno non si esaurisce qui. La nostra squadra ha scelto di riproporsi per dare continuità a questa visione, per portare a compimento i progetti avviati e per aprirne di nuovi. Non si preoccupi nessuno: la nostra energia non è diminuita, al contrario, si è rafforzata nella consapevolezza di ciò che è stato costruito. Continueremo a lavorare per un turismo che rispetti l’anima dei luoghi, per trasformare i nostri boschi in generatori di economia verde, per rendere Cerasuolo un luogo dove i giovani non siano costretti a partire, ma possano scegliere di restare.
Il nostro orizzonte è, e resterà, il benessere delle prossime generazioni. E la nostra promessa è semplice:
Mentre il vento passa, noi, come le nostre montagne, restiamo. E continuiamo a costruire.
Concludiamo questa relazione con il cuore rivolto a chi ha iniziato questo viaggio al nostro fianco, la cui presenza continua a illuminare il nostro cammino. Ogni passo compiuto, ogni risultato raggiunto, è dedicato alla memoria viva e al lascito morale di Olimpio Martino, consigliere e amico insostituibile, e di Assunta Rongione, Presidente dei Probiviri e faro di rettitudine per tutti noi.
Il loro spirito è la radice più profonda del nostro impegno. È per loro, e per il futuro che sognavano, che il nostro lavoro continua.
Cerasuolo, 09/11/2025
Santa Amodei
Vincenzo Olivieri Del Castillo
Rosanna Maria Rossi



